Sì, posso assicurare che la scuola non è ancora ricominciata. E che il noto film del 1992, liberamente ispirato al libro omonimo di Marcello D’Orta, non ha nulla a che fare con la nostra tradizionale Sagra paesana di San Gaetano – Festa della comunità, edizione 2025, dall’1 al 5 agosto.
È solo che quest’anno siamo in tempo di Giubileo. E non uno qualsiasi, ma il Giubileo della speranza.
Ora, senza rischiare di passare per eretico o di offendere la sensibilità dei credenti, ritengo che la speranza di vivere anche quest’anno una serie di giorni all’insegna dell’allegria e della compagnia - nel cibo e negli incontri, nel ritrovarsi tra amici e sconosciuti a cui fare posto e offrire un gentile “buona cena”, nella fortuna della pesca di beneficenza o nella paninoteca giovanile – sia viva e concreta, accanto al Tempio, luogo giubilare, e al Museo Nazionale dell’Internamento,
che sarà aperto per l’occasione con orario straordinario.
Quanti saranno coloro che si impegneranno, dopo mesi di faticosa preparazione, per accogliere grandi e piccoli, servirli con tenacia, superando il caldo e la pazienza dell’attesa per gustare il piatto scelto? Noi possiamo solo cercare di essere pronti: con mani, cucina, griglie, vassoi, piatti e bicchieri....il tutto nel rispetto dell’ambiente, la nostra casa comune.
Quanti sperano di “cavarsi” la fame, riscoprire l’amicizia e ascoltare emozioni passate e sempre coinvolgenti? Chi comincia a vestirsi a festa proprio in questo periodo sa, gradualmente, di riempirsi di vita semplice e genuina, come quando i rami carichi di frutti ci invitano ad arrampicarci per assaggiarne uno, finalmente maturo.
Quanti contribuiscono a una Festa perché sperano nella felice riuscita dei giorni tradizionali? Chi si è posto la domanda: “Che frutto posso portare con la mia ditta o impresa per dare una mano ai festeggiamenti?” ha già capito che i veri festeggiati sono tutti: ospiti e ospitanti.
Non è il miracolo che fa la fiducia, ma la fiducia che fa il miracolo. Infatti, solo chi ha fiducia nella vita ne è curioso. Anzi, chi ha cura del mondo non solo vede i miracoli, ma li compie.
A San Gaetano Thiene, nostro patrono, che veglia su di noi come vegliava sui poveri e sugli ultimi del suo tempo, chiediamo la speranza della meraviglia - energia che riceviamo senza merito e che ci porta a sentire che apparteniamo. Alla meraviglia abbiamo infatti attribuito un senso: il senso di meraviglia, cioè il grado di apertura al mondo e alla comunità di Terranegra, aperta a tutti.
Con questa speranza ogni cosa è buona, perché fatta con passione; ogni volontario è prezioso; ogni visitatore è ospite gradito e atteso; ogni “grazie” è bene accetto e non costa molto; ogni fatica è un’attesa da colmare con gioia; ogni nota è libertà di ascolto e di partecipazione; ogni vincita è frutto di fortuna, ma anche di corse e preparazione; ogni visita ai luoghi della memoria e dello Spirito è silenzio umile e costruttivo. Insomma, sperare è fare parte di quelli che, per amore, fanno. E di quelli che fanno, per amore.
Benvenuti a tutti, e buon appetito!
Don Fabio, parroco